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 Roma, 26/04/2017




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IL PAPA, MALTA E SAN PAOLO
Riferimenti a San Paolo nel viaggio a Malta di Benedetto XVI.

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Sua Santità Benedetto XVI ha compiuto una visita all’Isola di Malta nei giorni 17 e 18 aprile 2010.
Nei discorsi pronunciati in questa occasione non sono mancati riferimenti a San Paolo.  Ne trascriviamo alcuni tra i più significativi.
 
L’incontro con i giornalisti durante il volo
IL VANGELO FORZA DI GUARIGIONE E DI PURIFICAZIONE
 
Allora, perché questo viaggio a Malta ?  I motivi sono molteplici.
Il primo é San Paolo.  E’ finito l’Anno paolino della Chiesa universale, ma Malta festeggia 1950 anni dal naufragio e questa è per me un’occasione per mettere ancora una volta in luce la grande figura dell’Apostolo delle genti, con il suo messaggio importante proprio anche per oggi.
Io penso si possa sintetizzare l’essenziale del suo viaggio con le parole che lui stesso ha riassunto alla fine della lettera ai Galati:  fede operante nella carità.
 
All’arrivo il Papa incoraggia Malta a costruire ponti di amicizia e comprensione
UN RUOLO CHIAVE PER RAFFORZARE FIDUCIA E DIALOGO NEL MEDITERRANEO
 
L’occasione della mia visita e queste isole è il 1950° anniversario del naufragio di San Paolo sulle spiagge dell’isola di Malta.  San Luca descrive questo evento negli Atti degli Apostoli ed è dal suo racconto che avete scelto il tema della visita odierna: “Jehtieg izda li naslu fi gzira”  (“Dovremo però andare a finire su qualche isola”) (At 27, 26).
Qualcuno potrebbe considerare l’arrivo di San Paolo a Malta, attraverso un evento umanamente imprevisto, come un semplice accidente della storia.  Gli occhi della fede, tuttavia, ci permettono di riconoscervi l’opera della Divina Provvidenza.
 
Alla grotta di Rabat Benedetto XVI ringrazia i missionari per la loro testimonianza evangelica
LA PAROLA DIVINA SFIDA IL NOSTRO MODO DI PENSARE E DI VIVERE
 
Il naufragio di Paolo e la sua sosta per tre mesi a Malta hanno lasciato un segno indelebile nella storia del vostro Paese. Le sue parole ai compagni prima di giungere a Malta sono ricordate per noi negli Atti degli Apostoli e sono state un tema speciale nella vostra preparazione alla mia visita. Queste parole -- “Jehtieg izda li naslu fi gzira”  (“Dovremo però andare a finire su qualche isola”) (At 27, 26) – nel contesto originale sono un invito al coraggio di fronte all’ignoto ed alla fiducia incrollabile nella misteriosa provvidenza di Dio. I naufraghi, infatti, furono calorosamente accolti dalla gente di Malta, a seguito dell’esempio dato da San Publio. Nel piano di Dio, San Paolo divenne perciò il vostro padre nella fede cristiana. Grazie alla sua presenza tra voi, il Vangelo di Gesù Cristo si radicò saldamente e portò molto frutto non soltanto nella vita degli individui, delle famiglie e delle comunità, ma anche nella formazione dell’identità nazionale di Malta, come pure nella sua vibrante e particolare cultura.
Le fatiche apostoliche di Paolo portarono pure una ricca messe nella generazione di predicatori che seguirono le sue orme, e particolarmente nel gran numero di sacerdoti e religiosi che imitarono il suo zelo missionario lasciando Malta per andare a portare il Vangelo in lidi lontani. Sono lieto di avere avuto l’opportunità di incontrarne oggi così tanti in questa chiesa di San Paolo, e di incoraggiarli nelle loro vocazione piena di sfide e spesso eroica. Cari missionari: ringrazio ciascuno di voi, a nome di tutta la Chiesa, per la vostra testimonianza al Signore Risorto e per le vite spese al servizio degli altri. La vostra presenza ed attività in così tanti Paesi del mondo fa onore alla vostra Patria e testimonia la spinta evangelica innestata nella Chiesa a Malta. Preghiamo il Signore affinché susciti ancor più uomini e donne, che continuino la nobile missione di proclamare il Vangelo e di operare per il progresso del regno di Dio in ogni terra e in tutti i popoli!
L’arrivo di San Paolo a Malta non era programmato. Come sappiamo, si stava recando a Roma quando sopraggiunse un violento temporale e la sua nave fu scaraventata su quest’isola. I marinai possono tracciare una rotta, ma Dio, nella sua sapienza e provvidenza, dispiega il proprio itinerario. Paolo, che aveva incontrato in maniera drammatica il Signore Risorto sulla via di Damasco, lo sapeva molto bene. Il corso della sua vita cambiò improvvisamente; per lui, pertanto, vivere era Cristo (cfr. Fil I,21); ogni sua azione ed ogni suo pensiero erano diretti ad annunciare il mistero della croce ed il suo messaggio d’amore di dio che riconcilia.
Quella stessa parola, la parola del vangelo, ha tutt’oggi il potere di irrompere nelle nostre vite e di cambiarne il corso. Oggi lo stesso vangelo che paolo predicò continua ad esortare il popolo di queste isole alla conversione, ad una nuova vita e ad un futuro di speranza. Mentre mi trovo tra voi come successore dell’Apostolo Pietro, vi invito ad ascoltare la parola di Dio con animo nuovo, come fecero i vostri antenati, e di lasciare che essa sfidi i vostri modi di pensare e la maniera in cui trascorrerete la vostra vita.
Da questo luogo santo dove la predicazione apostolica si diffuse per prima in queste isole, invito ciascuno di voi a fare propria la sfida esaltante della nuova evangelizzazione. Vivete la vostra fede in maniera ancor più piena assieme ai membri delle vostre famiglie, ai vostri amici, nei vostri quartieri, nei luoghi di lavoro e nell’intero tessuto della società maltese. In modo particolare esorto genitori, insegnanti e catechisti a parlare agli altri del vostro stesso incontro vivo con Gesù risorto, specialmente ai giovani che sono il futuro di Malta. “La fede si rafforza quando viene offerta agli altri” (cfr. Redemptoris missio, 2). Sappiate che i vostri momenti di fede assicurano un incontro con Dio, il quale nella sua onnipotenza tocca il cuore dell’uomo. Così, introdurrete i giovani alla bellezza ed alla ricchezza della fede cattolica, offrendo loro una solida catechesi ed invitandoli ad una partecipazione sempre più attiva alla vita sacramentale della Chiesa.
Il mondo ha bisogno di tale testimonianza !  Di fronte a così tante minacce alla sacralità della vita umana, alla dignità del matrimonio e della famiglia, non hanno forse bisogno i nostri contemporanei di essere costantemente richiamati alla grandezza della nostra dignità di figli di Dio ed alla vocazione sublime che abbiamo ricevuto in Cristo ?  Non ha forse bisogno la società di riappropriarsi e di difendere quelle qualità morali fondamentali che sono alla base dell’autentica libertà e del genuino progresso ?
Proprio ora, mentre stavo davanti a questa grotta, riflettevo sul grande dono spirituale (cfr. Rm I,II) che paolo diede a Malta, ed ho pregato che voi possiate mantenere integra l’eredità consegnatavi dal grande Apostolo. Possa il Signore conservare voi e le vostre famiglie nella fede che opera mediante l’amore (cfr, Gal 5,6), e rendervi gioiosi testimoni di quella speranza che non delude (cfr. Rm 5,5). Cristo è risorto !  Egli è veramente risorto !  Alleluia !
 
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Ai giovani il Papa richiama il dovere di soccorrere poveri ed emarginati
DIO AMA OGNI PERSONA E LA CHIESA NON RIFIUTA NESSUNO
 
San Paolo, da giovane, ha avuto un’esperienza che lo ha cambiato per sempre. Come sapete, un tempo egli era nemico della Chiesa ed ha fatto di tutto per distruggerla. Mentre era in viaggio verso Damasco, con l’intento di eliminare ogni cristiano che vi avesse trovato, gli apparve il Signore in visione. Una luce accecante brillò attorno a lui ed egli udì una voce dirgli: “perché mi perseguiti?... Io sono Gesù, che tu perseguiti” (At 9,4-5). Paolo venne completamente sopraffatto da questo incontro con il Signore e tutta la sua vita venne trasformata. Divenne un discepolo fino ad essere un grande apostolo e missionario. Qui a Malta avete un particolare motivo di rendere grazie per le fatiche missionarie di Paolo, che divulgò il Vangelo nel Mediterraneo. Ogni incontro personale con Gesù è un’esperienza travolgente d’amore. Dapprima, come Paolo stesso ammette, aveva “perseguitato ferocemente la Chiesa di Dio e cercato di distruggerla” (cfr Gal 1,13). Ma l´odio e la rabbia espresse in quelle parole furono completamente spazzate via dalla potenza dell´amore di Cristo. Per il resto della sua vita, Paolo ha avuto l’ardente desiderio di portare l’annuncio di questo amore fino ai confini della terra.Forse qualcuno di voi mi dirà che San Paolo è stato spesso severo nei suoi scritti. Come posso affermare che egli ha diffuso un messaggio d’amore? La mia risposta è questa. Dio ama ognuno di noi con una profondità e intensità che non possiamo neppure immaginare. Egli ci conosce intimamente, conosce ogni nostra capacità ed ogni nostro errore. Poiché egli ci ama così tanto, egli desidera purificarci dai nostri errori e rafforzare le nostre virtù così che possiamo avere vita in abbondanza. Quando ci richiama perché qualche cosa nelle nostre vite dispiace a lui, non ci rifiuta, ma ci chiede di cambiare e divenire più perfetti. Questo è quanto ha chiesto a San Paolo sulla via di Damasco. Dio non rifiuta nessuno. E la Chiesa non rifiuta nessuno. Tuttavia, nel suo grande amore, Dio sfida ciascuno di noi a cambiare e diventare più perfetti.
San Giovanni ci dice che questo amore perfetto scaccia il timore (cfr 1Gv 4,18). E perciò dico a tutti voi “Non abbiate paura!”. Quante volte ascoltiamo queste parole nelle Scritture! Sono state indirizzate dall’angelo a Maria nell’Annunciazione, da Gesù a Pietro, quando lo ha chiamato ad essere un discepolo, e dall’angelo a Paolo la vigilia del suo naufragio. A quanti di voi desiderano seguire Cristo, come coppie sposate, genitori, sacerdoti, religiosi e fedeli laici che portano il messaggio del Vangelo al mondo, dico: non abbiate paura! Certamente incontrerete opposizione al messaggio del Vangelo. La cultura odierna, come ogni cultura, promuove idee e valori che sono talvolta in contrasto con quelle vissute e predicate da nostro Signore Gesù Cristo. Spesso sono presentate con un grande potere persuasivo, rinforzato dai media e dalla pressione sociale da gruppi ostili alla fede cristiana. E’ facile, quando si è giovani e impressionabili, essere influenzati dai coetanei ad accettare idee e valori che sappiamo non sono ciò che il Signore davvero vuole da noi. Ecco perché dico a voi: non abbiate paura, ma rallegratevi del suo amore per voi; fidatevi di lui, rispondete al suo invito ad essere discepoli, trovate nutrimento e aiuto spirituale nei sacramenti della Chiesa. Qui a Malta vivete in una società che è segnata dalla fede e dai valori cristiani. Dovreste essere orgogliosi che il vostro Paese difenda sia il bambino non ancora nato, come pure promuova la stabilità della vita di famiglia dicendo no all´aborto e al divorzio. Vi esorto a mantenere questa coraggiosa testimonianza alla santità della vita e alla centralità del matrimonio e della vita famigliare per una società sana. A Malta e a Gozo le famiglie sanno come valorizzare e prendersi cura dei loro membri anziani ed infermi, ed accolgono i bambini come doni di Dio. Altre nazioni possono imparare dal vostro esempio cristiano. Nel contesto della società europea, i valori evangelici ancora una volta stanno diventando una contro-cultura, proprio come lo erano al tempo di San Paolo.
 
Al congedo il Pontefice chiede a Malta di conservare l’identità cristiana
PER I MIGRANTI SOCCORSO E RISPETTO DEI DIRITTI
 
Siate un esempio, sia qui che altrove, di una dinamica vita cristiana. Siate fieri della vostra vocazione cristiana e conservate con cura la vostra eredità religiosa e culturale. Guardate al futuro con speranza, con profondo rispetto per la creazione di Dio, ossequio per la vita umana,, alta stima per il matrimonio e l’integrità della famiglia !  Kunu wlied denjit ta’ San Pawl !  (Siate degni figli e figlie di San Paolo).
 
 
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