L’ABSIDE

La CATTEDRA PAPALE in marmo e bronzo dorato, è di L. Poletti, con un rilievo di P. Tenerani: La Consegna delle chiavi a Pietro. San Paolo fuori le Mura è una delle quattro Basiliche papali di Roma. Solo il Papa usa questo seggio.

SEI GRANDI LAPIDI MURALI riportano i nomi dei cardinali e vescovi presenti a Roma per la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione e che accompagnarono il Papa Pio IX quando consacrò la nuova Basilica, il 10 dicembre 1854.

Il CAMPANILE a cinque piani di Luigi Poletti (1840-1860) sostituisce quello romanico situato a ovest della facciata e demolito al momento della ricostruzione, nel XIX sec.

Il MOSAICO DELL’ABSIDE di dimensioni eccezionali (24x12m) è opera di maestri veneziani che lavoravano a S. Marco a Venezia (1220-1227). Dal XVI al XIX sec. è stato soggetto a restauri. L’iconografia e l’esecuzione sono di tradizione bizantina. Al centro: Ai due lati del capo della maestosa figura di Cristo Pantocrator campeggiano IC e XC, lettere greche che abbreviano il nome di Gesù e di Cristo – lettere che accompagnano sempre la sua figura nell’arte bizantina. Papa Paolo VI, riferendosi a questo mosaico davanti ai vescovi del Concilio Vaticano II, il 29 settembre 1963, per definire la loro riunione “universale” diceva: “Cristo presiede e benedice l’assemblea riunita nella Basilica, che è la Chiesa. Questa scena sembra riprodotta nella nostra assemblea”.

Il libro aperto di Cristo mostra le parole del Giudizio universale: “Venite, benedetti dal Padre mio, a ricevere il regno che vi è stato preparato dalla fondazione del mondo”. Ed i rotoli di Pietro e Paolo attestano la loro fede; quello di Paolo dice: “Al nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo, sulla terra ed agli inferi”; quello di Pietro: “Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente”.

Papa Onorio III, committente di questo mosaico, è rappresentato, come una minuscola figura bianca, prosternata al piede destro di Cristo (si può leggere: HONORIUS PP III). Alla destra del Cristo, Paolo (il cui solo nome è scritto in greco ed in latino) e Luca, il “biografo” dell’Apostolo nel libro degli Atti. Alla sua sinistra, Pietro e suo fratello Andrea, il primo Apostolo chiamato dal Signore.

In basso, figurano gli altri 10 Apostoli più l’evangelista Marco e San Barnaba. Dal centro a sinistra: Giovanni, Filippo, Matteo, Giacomo il Minore, Taddeo e Barnaba. Dal centro a destra.: Giacomo il Maggiore, Bartolomeo, Tommaso, Simone, Mattia e Marco. Ciascuno recita uno dei versetti del Gloria, l’inno in lode del Dio Trinità. Essi stanno intorno all’Hetimasìa, rappresentazione bizantina del trono vuoto con gli strumenti della Passione. Sopra di esso sta una croce gemmata, simile a quella che fece cesellare l’imperatore Costantino (IV sec.) per proteggere una reliquia della Santa Croce. Sul cartiglio in cima all’arco si legge: GREGORIUS RESTITUIT 1836, ad indicare il restauro musivo dopo l’incendio.

SIMBOLISMO DELLA MANO DI CRISTO Tre dita rappresentano la Trinità di Dio, le altre due la doppia natura – divina ed umana – di Gesù Cristo. Nel Verbo incarnato la divinità e l’umanità si congiungono.